🔭 Giove Visto dall'Istituto Geografico di Napoli: Un'Osservazione Fortuita ai Confini della Notte .📰 Pubblicazioni Straordinarie I.G.N.L'Ingrandimento Rivelatore (300X) che Ha Svelato Io, Europa, Ganimede e Callisto, Impossibili al Binocolo.
📰 Pubblicazioni Straordinarie I.G.N.
🔭 Giove Visto dall'Istituto Geografico di Napoli: Un'Osservazione Fortuita ai Confini della Notte
Torre Annunziata (NA), Sede I.G.N., 29 Ottobre 2025
In un inusuale ma significativo connubio tra Geografia e Scienze del Cosmo, l'Istituto Geografico di Napoli, sotto la presidenza del Prof. Adriano La Femina, ha registrato un'importante osservazione astronomica. L'evento, avvenuto in orario di chiusura, celebra il ruolo della strumentazione geodetica e didattica dell'Istituto, trasformando una curiosità notturna in un momento di didattica scientifica sul campo.
La Sfida Iniziale: Distinguere la Stella dal Pianeta
L'osservazione è scaturita dalla necessità di identificare un corpo celeste particolarmente brillante, quasi anomalo, che dominava l'orizzonte meridionale a cavallo della mezzanotte (ore 00:40 CET). La domanda iniziale era di natura puramente astronomica: era una stella lontana (un Sole) o un pianeta del nostro sistema?
Un primo tentativo con strumenti a basso ingrandimento – un binocolo ($D \approx 50 \text{mm}, I \approx 10 \times$) – non ha permesso la risoluzione necessaria. In quel momento, il pianeta Giove, pur essendo l'oggetto luminoso, si presentava semplicemente come un punto accecante a causa dell'instabilità e del forte bagliore rispetto all'occhio non aiutato da un ingrandimento sufficiente.
La Risoluzione: Il Potere degli Strumenti I.G.N.
La conferma è giunta utilizzando il telescopio in dotazione all'Istituto, uno strumento ottimizzato per la didattica e l'osservazione planetaria. L'osservazione è stata subito risolutiva:
Natura del Corpo: Giove si è rivelato come un disco uniforme, riflettente la luce solare, confermando la sua natura di pianeta, in netto contrasto con l'aspetto puntiforme e scintillante di una stella.
La Scoperta Galileiana: Soprattutto, l'alto ingrandimento ha permesso di riprodurre una visione storica: ai lati del pianeta, sono stati distinti quattro piccoli punti luminosi e allineati – le quattro lune galileiane (Io, Europa, Ganimede e Callisto) . La loro configurazione nel momento dell'osservazione è stata rilevata con tre satelliti "sotto" il disco e uno "sopra".
Questa visibilità chiara delle lune è la prova inconfutabile di un'osservazione planetaria riuscita e, in senso lato, un omaggio al lavoro pionieristico di Galileo.
📊 Dettagli Tecnici della Strumentazione
Ingrandimento Massimo Utilizzato:
L'osservazione è stata resa possibile dalle specifiche del nostro telescopio (Diametro D=70 mm, Lunghezza Focale F=900 mm), che, in combinazione con l'oculare K9mm e la lente di Barlow 3X, ha raggiunto un ingrandimento ottimale.
La formula di calcolo dell'Ingrandimento è:
(Lunghezza Focale del Telescopio / Lunghezza Focale dell'Oculare) moltiplicato per il fattore della Lente di Barlow
In cifre:
(900 mm / 9 mm) * 3 = 300 X
Questo livello di ingrandimento (300 X), unito alla stabilità del treppiede, supera il limite di ciò che è visibile a occhio nudo o con un binocolo non stabilizzato, rendendo visibili dettagli altrimenti persi, come le lune di Giove.
Conclusioni: Geografia e Scienza al Servizio della Divulgazione
L'episodio non solo ha offerto un'opportunità di studio astronomico fortuito ma ha anche sottolineato l'importanza di disporre di una strumentazione di qualità nell'ambito degli Istituti Geografici. Dimostra come, anche in contesti non strettamente astrofisici, la curiosità e l'utilizzo di strumenti adeguati possano condurre a scoperte fondamentali.
L'Istituto Geografico di Napoli prosegue il suo impegno nella ricerca scientifica e nella divulgazione, non solo del territorio campano (e nazionale, come testimoniano le attività a Bressanone), ma anche dei confini più remoti dell'Universo.
Lenti utilizzate e visione dell'immagine dell' l'osservazione di Giove e delle sue lune con il telescopio a 300x
⚖️ L'Analisi Geografico-Astronomica
Parallelamente all'osservazione visiva, è stata condotta un'analisi rapida per contestualizzare l'evento. Il Prof. Adriano La Femina, Presidente dell'Istituto Geografico di Napoli, ha calcolato la distanza approssimativa tra la Terra e Giove nel momento dell'osservazione notturna.
È fondamentale notare che a queste scale, la distanza è riferita all'intero pianeta Terra, poiché la posizione specifica dell'osservatore (Torre Annunziata) è irrilevante di fronte alle enormi distanze interplanetarie.
Nel momento in cui la luce di Giove raggiungeva l'oculare del nostro telescopio, la distanza che separava Giove dalla Terra era stimata in circa:
(Settecento milioni di chilometri).
Questa distanza colossale non ha impedito al telescopio dell'Istituto, grazie al suo ingrandimento di 300X, di risolvere il disco del pianeta e, soprattutto, di svelare i quattro satelliti più grandi.






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