Il Napoli al Popolo: La Rivoluzione dei 20 Milioni di Soci e la Cifra Follia

 Dopo il successo straordinario del primo grande atlante geografico del Calcio Napoli — presentato al Club Napoli Montecitorio in Parlamento (guarda il video dell'evento), celebrato su diverse radio e TV campane (tra cui Partenope TV e Radio Punto Nuovo) e testate giornalistiche (leggi l'articolo su Stampa Italiana), e distribuito, senza alcuno scopo di lucro, a tantissimi Club Napoli presenti soprattutto nel Nord Italia, in Campania e ad appassionati e simpatizzanti in Austria, Turchia, Stati Uniti, Paraguay e in parecchi stati dell'Atlantico — l'Istituto Geografico di Napoli rompe gli indugi. L'amministrazione e i soci dell'Istituto, guidati dal loro presidente, il Professor Adriano La Femina, rilanciano con forza una proposta destinata a scuotere le fondamenta del calcio italiano ed europeo.

Da sempre disgustato e critico verso l'attuale assetto territoriale del calcio italiano — una sperequazione che il professor La Femina ha più volte denunciato nei suoi studi e nei suoi storici interventi, come già evidenziato nella sua celebre proposta di riforma dei campionati a tre gironi pubblicata su Gazzetta Fan News (La rivoluzione del calcio italiano: la proposta parte da un geografo) — il presidente agisce al di là di ogni interesse personale, forte anche dello spirito rotariano che incarna in quanto rotariano ed ex presidente di un Rotary Club alle falde del Vesuvio. La piazza è esausta. Pur riconoscendo i meriti storici, i trionfi e la gestione virtuosa che hanno portato gli scudetti, le coppe Italia e le supercoppe, il ciclo della proprietà attuale mostra la corda. Come viene magistralmente evidenziato tra le pagine dell'atlante geografico, il club appartiene de ura ai ai presidenti de storici del Calcio Napoli, ma de facto è e sarà sempre del suo popolo la la passione del Calcio Napoli.



Il Modello Real e Barcellona in salsa partenopea

La svolta si ispira direttamente al modello dei socios spagnoli, ma con una potenza economica senza eguali. Su una platea stimata di oltre 35 milioni di tifosi nel mondo (e picchi che toccano gli 80 milioni di simpatizzanti), l'obiettivo è mobilitare almeno 20 milioni di tifosi — unendo i napoletani residenti in Campania, quelli sparsi nel Nord Italia, le grandi comunità e i club internazionali all'estero, e il mondo degli ultras, cuore pulsante della passione azzurro.

Attraverso una quota popolare di ingresso fissata a 250 euro annuali — versabili anche nell'arco di due anni — per diventare soci a tutti gli effetti e comproprietari del club, la proiezione matematica basata unicamente sui 20 milioni di tifosi genera una cifra stratosferica e inimmaginabile: 5.000.000.000 euro (cinque miliardi di euro). Una liquidità immensa che supera nettamente qualsiasi patrimonio e fatturato della gestione De Laurentiis attuale.

La Roadmap della Svolta e la Garanzia Bancaria

Questa non è una semplice provocazione, ma un progetto industriale e popolare strutturato, totalmente privo di fini di lucro, che verrà portato nei prossimi giorni su tavoli di altissimo livello:

  • I Tavoli Internazionali: La proposta prevede l'affidamento dei fondi a una banca svizzera o a una banca seria italiana, in modo tale che i soldi restano sul territorio, potendo essere anche una banca autonoma che abbiamo in Campania. I capitali versati verranno custoditi in un fondo fiduciario e aperti anche al contributo di grandi investitori esteri e sauditi. Nel caso in cui la trattativa o il progetto non dovessero andare in porto, l'intera somma verrà restituita integralmente tramite bonifico direttamente sugli IBAN di origine dei sottoscrittori.

  • Le Istituzioni: Il dossier verrà sottoposto ai vertici dell'Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud, tracciando un asse istituzionale forte a difesa dell'identità meridionale e contro l'attuale e iniqua geografia del calcio nazionale.

  • L'Offerta e la Governance: Con l'ausilio dei migliori economisti e avvocati di Napoli, si presenterà un'offerta d'acquisto solida, trasparente e rispettosa alla famiglia De Laurentiis per una transizione pacifica e democratica. Chi investirà di più avrà accesso al consiglio direttivo, mentre ai soci ordinari che verseranno la quota di 250 euro saranno garantiti vantaggi e sconti esclusivi. Il club verrebbe così affidato a un consiglio direttivo eletto direttamente dai soci attraverso seggi digitali e fisici, restituendo ai tifosi il potere di voto e la guida della propria fede calcistica.

Noi, molti tifosi, noi rivogliamo, poi basta con Castel Volturno, questo Napoli isolato, la squadra non vive, noi vogliamo il Napoli come gli anni '70, '90, i primi 2000 che si allenava a Soccavo, vogliamo il Napoli che si alleni in città, vogliamo che i tifosi abbiano la possibilità, anche con una quota minima, di vedere gli allenamenti settimanali, vogliamo il contatto del popolo, dei tifosi con la squadra, vogliamo i tifosi soci e soprattutto vogliamo un restyling dello storico stadio, dello storico stadio Maradona che però al patto pure che si deve richiamare San Paolo, come ho denunciato tante volte anche in televisione, perché Maradona, per com'era fatto lui, avrebbe voluto sì il nome Maradona, ma non cancellare San Paolo, quindi Stadio San Paolo di Armando Maradona. Quindi creare un San Paolo come opera pubblica tipo Scavi di Pompei, come per esempio, da poter far visitare tanti turisti in arrivo, da poter far vedere delle immagini video, da portare i ragazzi delle scuole, da poter, da poter prendere un accordo serio con il comune, di farlo diventare un teatro a cielo aperto, anche il museo del calcio Napoli multimediale, mettendo una statua dei diversi come i re di Napoli a Piazza Plebiscito, dei grandi del club, eccetera. 

Molti tifosi sono  stanchi di una gestione De Laurentiis che e poi soprattutto avere in rosa almeno cinque calciatori nati in città metropolitana di Napoli, napoletani doc e soprattutto creare un forte vivaio di giovani di rosa del Napoli, una forte vivaio di  squadre che parte dei pulcini fino alla prima squadra e alla primavera e nella primavera deve esserci in rosa almeno sempre cinque napoletani nati in città metropolitana di Napoli. Questo è anche un processo che noi organizzeremo, proporremo anche a tanti club dell'Italia, perché in Italia scarseggia questa cultura e noi la dobbiamo portare anche in tutte le regioni d'Italia, non solo a Napoli. Lo possiamo fare anche con una squadra di di bassa categoria, di una piccolo comune italiano.

Il Napoli può diventare il club popolare più potente del pianeta, trasformando un amore viscerale in un'impresa collettiva senza precedenti nella storia dello sport mondiale.

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